Cosa significa il mio Nik? Mary è il mio nome preferito G è l'iniziale di un cognome 92 l'anno in cui sono nata
Group: Admin Posts: 7579 Location: Se vi dico "la mia fantasia" va bene?
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NOME: Simon COGNOME: Kabatek ETà: 19 (23 agosto 1989) STATO: umano FRATELLI/SORELLE: 2 sorelle più piccole, Tanya di 15 anni e Katie di 12 POTERI SPECIALI: // CAPELLI: neri, lunghi fino alle spalle, lisci come la seta OCCHI: castani FISICO: snello, con muscoli accentuati in braccia, gambe e pettorali a causa delle ore passate a tagliare la legna col padre. Pelle abbronzata. CARATTERE: serio, ma anche molto aperto e solare, e maturo. Cerca sempre di vedere i vantaggi di una situazione, così da poterla sfruttare a proprio favore. STORIA PERSONALE: Egiziano. Figlio di un falegname e una casalinga. E' molto legato alle sorelle e ai genitori. Questi ultimi, su consgilio del figlio, hanno deciso di farlo allontanare per qualche tempo dal loro paese nella speranza di fare fortuna all'estero. Simon ha inisistito per partire in modo tale da poter trovare lavoro da qualche altra parte e poter contribuire al sostentamento della famiglia. Hanno pensato che Gorewhore fosse la scuola adatta, con tasse adeguate alle loro tasche. Ora spetta al ragazzo trovare persone con cui fare amicizia e, specialmente, un lavoro, per poter tornare al più presto da Katie, come le aveva promesso. N° ARMADIETTO: 41 DENARO: non molto
Qualcosa luccicò nell'aria e finì rimbalzando sui gradini, tra i suoi piedi. Ian trasalì, colto di sorpresa, e guardò giù. Vide un oggetto piccolo, lucido, d'oro. Era un anello nobiliare da uomo. L'anello del Falco d'argento. Ian si voltò di scatto alla sua sinistra per trovare Guillaume de Ponthieu in piedi sui gradini della chiesa. Non l'aveva sentito arrivare. Il conte lo scrutò dall'altro, tetro, col volto duro. "Non farmene pentire" minacciò. Senza parole per rispondere, Ian raccolse l'anello e vide che la mano gli tremava. Non lo infilò al dito ma lo strinse nel pungo e lo circondò anche con l'altra mano. Portò entrambe al viso e vi premette contro le labbra, chiudendo gli occhi. Il tremito adesso lo aveva afferrato anche dentro e Ian sentì le lacrime pungere come aghi contre le pelpebre serrate. Non aveva più pensieri in testa: solo un tumulto confuso di sentimenti che lo stava sopraffacendo. "Alzati". Ponthieu aveva disceso i gradini per incamminarsi sulla terra battuta. "Va' a raccogliere le tue cose, se ne hai. Voglio andarmene da qui. Se ci sarà la luna, viaggeremo anche di notte". Ian riaprì gli occhi a quell'ordine secco, che però sapeva di perdono ed era il regalo più grande che avrebbe mai potuto ricevere. "Grazie" mormorò, con un nodo in gola che gli impediva di dire qualsiasi altra parola. Ponthieu si voltò indietro. "Non ti aspettare che io uccida il vitello grasso per il ritorno del figliol prodigo" ammonì. "L'avevo già fatto per un altro fratello che poi mi ha tradito, non ripeterò lo stesso errore". La voce vibrò sulle ultime frasi, e per la prima volta rivelò tra le righe stanchezza, dolore e angoscia. Ian capì che quei mesi non erano stati lunghi solo per lui. "Io non sono Jean e non sono nemmeno il diavolo" disse piano. Ponthieu tacque e distolse gli occhi, ma poi annuì lentamente. "Mettimi alla prova. Morirò piuttosto che mancare ancora alla tua fiducia" proseguì Ian e quella frase gli venne dal più profondo dell'animo. L'espressione dura abbandonò lentamente l'espressione di Ponthieu per lasciare spazio solo alla fatica di una lotta difficile, arrivata al suo epilogo. Il conte lasciò rilassare le spalle con un sospiro. "Andiamo a casa".
CITAZIONE
Percy: "Ah, Ministro, le ho detto che do le dimissioni?" Fred: "Hai fatto una battuta, Perce! Hai davvero fatto una battuta, Perce...l'ultima che ti avevo sentito fare era..." L'aria esplose[...] Poi sentì un grido lancinante che gli strappò le viscere, l'espressione di un dolore che nè le fiamme nè le maledizioni potevano provocare[...] Tre uomini con i capelli rossi erano a terra, vicini, nel punto in cui la parete era esplosa. "No...no...no!"urlò qualcuno "No! Fred! No!" Percy scuoteva il fratello, Ron era inginocchiato accanto a loro, e gli occhi di Fred li fissavano senza vederli, lo spettro dell'ultima risata ancora impresso sul volto. [...] "Percy" Harry vide le lacrime solcare lo strato di fuliggine sul viso di Ron, che afferrò il fratello più grande per le spalle e lo strattonò; ma Percy non si mosse "Percy, non puoi fare niente per lui! Dobbiamo..."
Il sole stesso non vede se il cielo non si schiara
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noooooooooooooooooo.....l'immagine di Jacob nooooooooooooooooooooooooo
Rifletto spesso sulla mia esistenza:tutto è regolato dal destino, io posso solo cercare di vincerlo e questo è l'obbiettivo della mia vita. Una lotta continua contro qualcosa che non può soccombere.Lascio dietro di me i miei difetti e i miei pregi, perchè niente può essere definito tale in base a convenzioni:la normalità non esiste,è solo una malattia sociale che sta dilagando nel mondo e che ormai è troppo difficile da curare. Ma si può sempre provare...