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| | Miriam Miharu, la sorellastra di Lara - Vampira | |
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 | | | | NOME: Miriam COGNOME: Miharu STATO: Vampira (trasformata da Shagrath Vanadis [maroku]) POTERI: è velocissima, può diventare invisibile e creare campi di forza immensi; i suoi occhi possono cambiare colore da rosso fiamma, a rosso sangue, a nero, a color ambra ETA': 15 anni (13.12.93) FRATELLI/SORELLE: Marko(20 anni), Lara(17 anni), Amanda(3 anni) CAPELLI: lunghi, lisci, lucenti e corvini, lasciati più che altro sciolti e con una frangia emo che le copre spesso gli occhi; spesso li tinge, li piastra, li arriccia, li cotona e ci aggiunge estencion e li decora con fiocchetti colorati e cerchietti OCCHI: rosso sangue, quando si arrabbia sembrano prendere fuoco, quando è affamata sono neri, quando è emozionata sono color ambra FISICO: abbatsanza alta, magra e gracile, ma fortissima e atletica, pelle chiarissima, cicatrice lungo tutto il braccio destro; veste con colori vivaci, ma anche con il nero e il bianco, in stile dark o emo; possiede una collezione illimitata di scarpe converse allstar, da ginnastica e ballerine, tutte diverse, ognuna perfetta per un'occazione, perchè indossa solo quelle; fuma lucky strike, cammel, virginia slim e philip morris CARATTERE: esuberante, simpatica, socievole, spiritosa, coraggiosa, un po' infantile, cocciuta, peperina, facilmente irascibile ed irritabile e con un umore moooooooolto volubile! Ama le sfide! STORIA PERSONALE: Sua madre Beatriz e suo padre Lucius hanno divorziato per questioni a Miriam ignote quando aveva 13 anni e sua madre venne cacciata dal castello della famiglia. La sorellastra di Miriam, Lara, che Miry cosidera sua vera sorella, ha trovato Beatriz morta quando Miriam aveva 14 anni. Quando Lara fu cacciata di casa, Miriam litigò con il padre, che le mozzò un braccio. Lei si fece mettere un efficentissima protesi che sembra un arto vero e proprio e andò a cercare la sorella...Ma dopo un mese che girava tutta sola incappò in una scuola e affamata e infreddolita chiese rifugio…In quella scuola non solo ritrovò Lara, ma conobbe un vampiro di nome Shagrath, di cui si innamorò. Dato che Miriam stava per morire a causa di un tumore al polmone, Shagrath la trasformò in vampira. ARMADIETTO: n.12, 2° piano DENARO: a palate! proviene da una famiglia a dir poco ricchissimissimissima! IMMAGINE: Edited by †*ReNeSmEe*ElRiC*† - 1/5/2009, 10:34"L'infanzia non va dalla nascita a una certa età, quell'età in cui il bambino è cresciuto e mette da parte le cose infantili. L'infanzia è il regno in cui nessuno muore." 
 "Elena aprì gli occhi azzurro-viola, resi argentei dalla luna, e lo guardò dritto. Vuoi, disse con calma sulle sue labbra ma con malizia negli occhi, vedere quante volte riesci a farmi dire ti prego? Dio, no. Ma sembrava a tal punto un discorso da adulti che Stefan non potè fare a meno di prenderla tra le braccia. Baciò la cima della sua testa di seta. E scese, sempre baciandola, evitando solo il bocciolo di rosa che era la sua bocca, ancora proteso nella supplica. Ti amo, ti amo. [...] Vuoi - la melodia era la stessa, innocente e ingenua - vedere quante volte posso farti dire ti prego? Stefan la fissò per un momento. Poi, con una sorta di furore nel cuore, si abbattè sul bocciolo di rosa e lo baciò fino a rimanere senza fiato, lo baciò fino a sentirsi così stordito da doversi allontanare, ma solamente di un paio di centimetri. Poi la guardò nuovamente negli occhi. Ci si poteva perdere in occhi come quelli, si poteva cadere per sempre nelle loro violacee profondità stellate. Voleva farlo. Ma più di quello, voleva qualcos'altro. <<voglio baciarti>>, le sussurrò all'orecchio, mordicchiandolo. Sì. Lei ne era assolutamente sicura. <<fino a che non svieni tra le mie braccia>>. Sentì il brivido che le attraversava il corpo. Vide gli occhi viola annebbiarsi, mezzi chiusi. Ma, con grande sorpresa, ricevette un immediato, solo un po' ansimante <<sì>> da Elena, a voce alta. E così fece. Tranne per lo svenimento. La baciò, provocando in lei brividi che la percorrevano tutta e piccoli urli che cercava di soffocare con la sua bocca. E poi, [...], solennemente usò la propria unghia per aprirsi una vena nel collo per lei. Ed Elena, [...], si strinse a lui con un piccolo e soffocato verso di gioia. Lui sentì che la sua bocca era calda, calda contro la carne del suo collo, e la sentì fremere forte, e provò l'inebriante sensazione di sentirsi succhiare il sangue da colei che amava. [...] Appena sentì il proprio sangue scorrere nella bocca di lei, dovette soffocare un urlo contro i suoi capelli. E poi si mise a sussurrarle parole appassionate e involontarie su quanto la amasse e sul fatto che mai si sarebbero divisi, e cose affettuose e assurdità che gli sfuggivano in lingue diverse. E poi non ci furono più parole, solo sensazioni. E così, in un lento movimento a spirale, salirono verso la luce della luna, con la camicia da notte bianca che di tanto in tanto si avvolgeva attorno ai pantaloni neri di lui. Salirono fino a raggiungere la cima degli alberi, vivi e tutt'altro che immobili. Fu una cerimonia molto solenne ed intima, ed erano talmente persi nella loro gioia da non far caso ad alcun pericolo. Ma Stefan si era già accertato della situazione, e sapeva che anche Elena lo aveva fatto. Non c'era pericolo; c'erano solo loro due, che fluttuavano e sobbalzavano sotto la luna che riluceva in segno di benedizione." 
 La mia firma continua nella mia stanza!^^ | | | |
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 | | |  Millennium Member
 Group: ModeratorePosts: 10148 Status:  | |
| che carina! e anche l'immagine! *O* | | | |
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 | | | | thankz! adorrrrrrrrrrrrrrrrrro la mia Miry! "L'infanzia non va dalla nascita a una certa età, quell'età in cui il bambino è cresciuto e mette da parte le cose infantili. L'infanzia è il regno in cui nessuno muore." 
 "Elena aprì gli occhi azzurro-viola, resi argentei dalla luna, e lo guardò dritto. Vuoi, disse con calma sulle sue labbra ma con malizia negli occhi, vedere quante volte riesci a farmi dire ti prego? Dio, no. Ma sembrava a tal punto un discorso da adulti che Stefan non potè fare a meno di prenderla tra le braccia. Baciò la cima della sua testa di seta. E scese, sempre baciandola, evitando solo il bocciolo di rosa che era la sua bocca, ancora proteso nella supplica. Ti amo, ti amo. [...] Vuoi - la melodia era la stessa, innocente e ingenua - vedere quante volte posso farti dire ti prego? Stefan la fissò per un momento. Poi, con una sorta di furore nel cuore, si abbattè sul bocciolo di rosa e lo baciò fino a rimanere senza fiato, lo baciò fino a sentirsi così stordito da doversi allontanare, ma solamente di un paio di centimetri. Poi la guardò nuovamente negli occhi. Ci si poteva perdere in occhi come quelli, si poteva cadere per sempre nelle loro violacee profondità stellate. Voleva farlo. Ma più di quello, voleva qualcos'altro. <<voglio baciarti>>, le sussurrò all'orecchio, mordicchiandolo. Sì. Lei ne era assolutamente sicura. <<fino a che non svieni tra le mie braccia>>. Sentì il brivido che le attraversava il corpo. Vide gli occhi viola annebbiarsi, mezzi chiusi. Ma, con grande sorpresa, ricevette un immediato, solo un po' ansimante <<sì>> da Elena, a voce alta. E così fece. Tranne per lo svenimento. La baciò, provocando in lei brividi che la percorrevano tutta e piccoli urli che cercava di soffocare con la sua bocca. E poi, [...], solennemente usò la propria unghia per aprirsi una vena nel collo per lei. Ed Elena, [...], si strinse a lui con un piccolo e soffocato verso di gioia. Lui sentì che la sua bocca era calda, calda contro la carne del suo collo, e la sentì fremere forte, e provò l'inebriante sensazione di sentirsi succhiare il sangue da colei che amava. [...] Appena sentì il proprio sangue scorrere nella bocca di lei, dovette soffocare un urlo contro i suoi capelli. E poi si mise a sussurrarle parole appassionate e involontarie su quanto la amasse e sul fatto che mai si sarebbero divisi, e cose affettuose e assurdità che gli sfuggivano in lingue diverse. E poi non ci furono più parole, solo sensazioni. E così, in un lento movimento a spirale, salirono verso la luce della luna, con la camicia da notte bianca che di tanto in tanto si avvolgeva attorno ai pantaloni neri di lui. Salirono fino a raggiungere la cima degli alberi, vivi e tutt'altro che immobili. Fu una cerimonia molto solenne ed intima, ed erano talmente persi nella loro gioia da non far caso ad alcun pericolo. Ma Stefan si era già accertato della situazione, e sapeva che anche Elena lo aveva fatto. Non c'era pericolo; c'erano solo loro due, che fluttuavano e sobbalzavano sotto la luna che riluceva in segno di benedizione." 
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 | | | | thanks! lei è il mio amore! "L'infanzia non va dalla nascita a una certa età, quell'età in cui il bambino è cresciuto e mette da parte le cose infantili. L'infanzia è il regno in cui nessuno muore." 
 "Elena aprì gli occhi azzurro-viola, resi argentei dalla luna, e lo guardò dritto. Vuoi, disse con calma sulle sue labbra ma con malizia negli occhi, vedere quante volte riesci a farmi dire ti prego? Dio, no. Ma sembrava a tal punto un discorso da adulti che Stefan non potè fare a meno di prenderla tra le braccia. Baciò la cima della sua testa di seta. E scese, sempre baciandola, evitando solo il bocciolo di rosa che era la sua bocca, ancora proteso nella supplica. Ti amo, ti amo. [...] Vuoi - la melodia era la stessa, innocente e ingenua - vedere quante volte posso farti dire ti prego? Stefan la fissò per un momento. Poi, con una sorta di furore nel cuore, si abbattè sul bocciolo di rosa e lo baciò fino a rimanere senza fiato, lo baciò fino a sentirsi così stordito da doversi allontanare, ma solamente di un paio di centimetri. Poi la guardò nuovamente negli occhi. Ci si poteva perdere in occhi come quelli, si poteva cadere per sempre nelle loro violacee profondità stellate. Voleva farlo. Ma più di quello, voleva qualcos'altro. <<voglio baciarti>>, le sussurrò all'orecchio, mordicchiandolo. Sì. Lei ne era assolutamente sicura. <<fino a che non svieni tra le mie braccia>>. Sentì il brivido che le attraversava il corpo. Vide gli occhi viola annebbiarsi, mezzi chiusi. Ma, con grande sorpresa, ricevette un immediato, solo un po' ansimante <<sì>> da Elena, a voce alta. E così fece. Tranne per lo svenimento. La baciò, provocando in lei brividi che la percorrevano tutta e piccoli urli che cercava di soffocare con la sua bocca. E poi, [...], solennemente usò la propria unghia per aprirsi una vena nel collo per lei. Ed Elena, [...], si strinse a lui con un piccolo e soffocato verso di gioia. Lui sentì che la sua bocca era calda, calda contro la carne del suo collo, e la sentì fremere forte, e provò l'inebriante sensazione di sentirsi succhiare il sangue da colei che amava. [...] Appena sentì il proprio sangue scorrere nella bocca di lei, dovette soffocare un urlo contro i suoi capelli. E poi si mise a sussurrarle parole appassionate e involontarie su quanto la amasse e sul fatto che mai si sarebbero divisi, e cose affettuose e assurdità che gli sfuggivano in lingue diverse. E poi non ci furono più parole, solo sensazioni. E così, in un lento movimento a spirale, salirono verso la luce della luna, con la camicia da notte bianca che di tanto in tanto si avvolgeva attorno ai pantaloni neri di lui. Salirono fino a raggiungere la cima degli alberi, vivi e tutt'altro che immobili. Fu una cerimonia molto solenne ed intima, ed erano talmente persi nella loro gioia da non far caso ad alcun pericolo. Ma Stefan si era già accertato della situazione, e sapeva che anche Elena lo aveva fatto. Non c'era pericolo; c'erano solo loro due, che fluttuavano e sobbalzavano sotto la luna che riluceva in segno di benedizione." 
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 | | | | messa nuova immy!!!^^ "L'infanzia non va dalla nascita a una certa età, quell'età in cui il bambino è cresciuto e mette da parte le cose infantili. L'infanzia è il regno in cui nessuno muore." 
 "Elena aprì gli occhi azzurro-viola, resi argentei dalla luna, e lo guardò dritto. Vuoi, disse con calma sulle sue labbra ma con malizia negli occhi, vedere quante volte riesci a farmi dire ti prego? Dio, no. Ma sembrava a tal punto un discorso da adulti che Stefan non potè fare a meno di prenderla tra le braccia. Baciò la cima della sua testa di seta. E scese, sempre baciandola, evitando solo il bocciolo di rosa che era la sua bocca, ancora proteso nella supplica. Ti amo, ti amo. [...] Vuoi - la melodia era la stessa, innocente e ingenua - vedere quante volte posso farti dire ti prego? Stefan la fissò per un momento. Poi, con una sorta di furore nel cuore, si abbattè sul bocciolo di rosa e lo baciò fino a rimanere senza fiato, lo baciò fino a sentirsi così stordito da doversi allontanare, ma solamente di un paio di centimetri. Poi la guardò nuovamente negli occhi. Ci si poteva perdere in occhi come quelli, si poteva cadere per sempre nelle loro violacee profondità stellate. Voleva farlo. Ma più di quello, voleva qualcos'altro. <<voglio baciarti>>, le sussurrò all'orecchio, mordicchiandolo. Sì. Lei ne era assolutamente sicura. <<fino a che non svieni tra le mie braccia>>. Sentì il brivido che le attraversava il corpo. Vide gli occhi viola annebbiarsi, mezzi chiusi. Ma, con grande sorpresa, ricevette un immediato, solo un po' ansimante <<sì>> da Elena, a voce alta. E così fece. Tranne per lo svenimento. La baciò, provocando in lei brividi che la percorrevano tutta e piccoli urli che cercava di soffocare con la sua bocca. E poi, [...], solennemente usò la propria unghia per aprirsi una vena nel collo per lei. Ed Elena, [...], si strinse a lui con un piccolo e soffocato verso di gioia. Lui sentì che la sua bocca era calda, calda contro la carne del suo collo, e la sentì fremere forte, e provò l'inebriante sensazione di sentirsi succhiare il sangue da colei che amava. [...] Appena sentì il proprio sangue scorrere nella bocca di lei, dovette soffocare un urlo contro i suoi capelli. E poi si mise a sussurrarle parole appassionate e involontarie su quanto la amasse e sul fatto che mai si sarebbero divisi, e cose affettuose e assurdità che gli sfuggivano in lingue diverse. E poi non ci furono più parole, solo sensazioni. E così, in un lento movimento a spirale, salirono verso la luce della luna, con la camicia da notte bianca che di tanto in tanto si avvolgeva attorno ai pantaloni neri di lui. Salirono fino a raggiungere la cima degli alberi, vivi e tutt'altro che immobili. Fu una cerimonia molto solenne ed intima, ed erano talmente persi nella loro gioia da non far caso ad alcun pericolo. Ma Stefan si era già accertato della situazione, e sapeva che anche Elena lo aveva fatto. Non c'era pericolo; c'erano solo loro due, che fluttuavano e sobbalzavano sotto la luna che riluceva in segno di benedizione." 
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| 5 replies since 24/11/2008, 21:20 |
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